venerdì 18 febbraio 2011

UN PARROCO CHE HA UN DEBOLE PER LE COSE TERRENE



Quando mi chiedono di dove sono, alternativamente rispondo di Ravenna o di Cervia. Se dico Ravenna segue quasi sempre un silenzio d’indifferenza, ma se dico Cervia è facile che segua il sorriso e spesso la dichiarazione di esserci stati per le vacanze; e se non proprio a Cervia , a Cesenatico, o a Rimini,ecc..
Questa nazione che il 17 di marzo celebrerà i 150 anni dell’unità è fatta di cittadini che hanno una scarsa conoscenza e consapevolezza della storia artistica del proprio territorio. Tanto da averlo torturato e distrutto in largo e in lungo come non è accaduto in altre nazioni di questa antica terra d’Europa.
Mi è capitato di leggere una rivistina a distribuzione gratuita , il “CORRIERE DEL GARDA” del 17 febr. che a pag. 4 e 5 titola: “Un ristorante alla pieve di Sant’Emiliano”. Un articolo e una lettera. La lettera aperta è di un parrocchiano di Padenghe (prov.di Brescia), il paese dove si trova questo gioiello di epoca romanica. Il parrocchiano non si firma perché ritiene il curato troppo irascibile e ne teme addirittura, “la sua scomposta reazione”: perché è assolutamente preso dalla passione del progetto che consiste nel costruire un ristorante accanto alla pieve. Questo monumento della storia italica si trova in una zona dominante il lago e Sirmione, e ancora circondata di verde naturale. Scrive l’anonimo fedele: “La volontà del parroco, non si capisce bene se con il consenso della Curia di Verona, è di affittare l’edificio della cascina, vicino alla Chiesa, ad un’attività di ristorazione. (….) Come è possibile che un luogo spirituale come la Pieve di S.Emiliano venga avvilito dalla rumorosità di un’attività inappropriata in quel contesto? Sapevamo tutti che Don Bruno avesse un debole per le cose terrene, ma mai al punto da svendere i valori cristiani in cui gli uomini di fede si rispecchiano.”. Segue il racconto di come il parroco rifiutò a suo tempo la richiesta dei monaci di Bose che volevano utilizzare la piccola struttura esistente a lato come centro studi. Probabilmente di affitto gli avrebbero garantito molto meno di un imprenditore di ristoranti!
Nell’articolo si legge anche che l’attuale giunta di centro sinistra (una lista civica) con la sindaca Patrizia Avanzini sembra tergiversare, sperando in “una interpretazione di buon senso”. Come spesso da queste parti del Lombardo Veneto, la sottomissione alla Chiesa è d’obbligo. Intanto chi sale fino alla Pieve può notare lavori avanzati di amplificazione dell’ambiente pre’esistente accanto.

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