martedì 20 novembre 2012

LA COSTITUZIONE TUTELA LA SALUTE E ANCHE PER QUESTO LIMITA LA LIBERTA' D'IMPRESA

Più o meno 8 mila metri quadrati per 15 unità abitative: ecco la nuova ondata cementificatoria nelle antiche zone residue delle colline moreniche del lago di Garda. Il comune di Lonato ha concesso l’autorizzazione alla costruzione che, peraltro, ha avuto il parere favorevole della commissione paesaggistica. Anche la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio ha approvato il nuovo scempio dell’ambiente naturalistico italiano. I nuovi insediamenti arriveranno a ridosso dell’antica abbazia di Maguzzano, dalla quale ora si ha una vista stupenda sul lago. Vittorio Messori, noto scrittore che abita a Desenzano, ha scritto un articolo di fuco sul Corriere della Sera (16 nov.) contro questa politica all’italiana che non si ferma neppure in piena crisi economica. Ormai anche al lago di Garda le seconde case invendute sono tante e allora una domanda: ma a chi conviene costruire? Ricorda, lo scrittore, che la zona apparteneva all’ordine monastico che aveva bonificato e resi fertili i territori circostanti. Fungeva da sindaco il Rettore affiancato da cinque contadini eletti dai colleghi che coltivavano le terre. Il Comune possedeva dei mulini, il cimitero, i gendarmi e le barche da pesca e da trasporto agli ordini di un monaco marinaio. Il territorio ha,dunque, anche un aspetto storico e culturale da tutelare. Scrive Messori: “Tra l’altro il territorio dell’antico Comune di Maguzzano è forse l’ultimo brandello del basso Garda salvatosi dal saccheggio dei cementificatori.” La crisi dei partiti , ma anche la crisi delle tipologie umane di coloro che la politica la fanno di mestiere, dovrebbe indurre a riflettere su questo lato della loro mentalità e cultura che ha agevolato, perseguito, o sottovalutato l’importanza della salvaguardia ambientale .Salvatore Settis (La Repubblica, 21 ott.) continua a scrivere sulla sistematica violazione della Costituzione in materia paesaggistica. Negli ultimi anni sono stati tre gli strumenti che hanno vanificato la tutela del paesaggio. Si è proceduto a diluire i pareri tecnici dei Soprintendenti in “conferenze dei servizi” e a favorire varie forme di silenzio-assenso . Il silenzio-assenso escludeva beni culturali e paesaggio. Ma in una tacita alleanza tra Destra e Sinistra , si tentò di cambiare : il ddl Baccini del 2005 (governo Berlusconi) e il ddl Nicolais del 2006 (governo Prodi). Nel 2011 il silenzio-assenso veniva introdotto modificando il testo unico sull’edilizia e il Codice dei beni culturali. E ora, si chiede Settis ? Ora, il governo Monti sancisce che i permessi per costruire vanno richiesti a “uno sportello unico” presso i Comuni. Le Soprintendenze verranno interpellate insieme con altre amministrazioni e si troveranno in minoranza. L’ aspetto più grave è che il parere dev’essere reso “in conformità al piano paesaggistico locale”; come dire: può non tener conto dei vincoli ministeriali. il parere delle Soprintendenze deve essere espresso entro 45 giorni, trascorsi i quali i Comuni possono procedere come gli pare. La tutela del paesaggio è parte integrante della Costituzione italiana perché riguarda anche la tutela della salute. Il territorio italiano, soprattutto al Nord, è uno dei più inquinati dell’Europa perché la libertà d’impresa è stata agevolata (dai politici!) anche contro l’art. 41 della Costituzione che ne limita l’esercizio se in contrasto con l’utilità sociale. E’ necessario chiedere, in vista del rinnovo dei parlamentini di alcune regioni e dello stesso paramento nazionale, chiarezza non retorica o ideologica, ai partiti , ai movimenti e ai candidati/e anche su questi aspetti della vita individuale e collettiva,la cui qualità è sempre più minacciata.

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