lunedì 17 maggio 2010

LE DONNE SCOMUNICATE E LA SACRA SINDONE

L'indignazione delle "comunità Cristiane di Base del Piemonte" non ha fatto notizia sui telegiornali e la stampa. Eppure sulle migliaia di cristiani che hanno pacificamente invaso Torino per l'ostensione della Sindone e per ascoltare il Papa che, di nuovo, ha speso le sue sante parole contro l'aborto, di tutto e di più si è scritto e visto. Perchè si sono arrabbiati i residui cattolici "di base"? Scrivono nel loro documento:
Come cristiani e cristiane appartenenti a piccoloe comunità sparse per il Piemonte (Chieri,Torino, Pinerolo,Piossasco, Alba, Cuneo) riteniamo che i vertici della chiesa cattolica abbiano perso una occasione per ricordare al popolo dei credenti che Gesù non lo incontriamo in un lenzuolo ma nella vita, nella sofferenza, nelle lotte e nelle speranze dei poveri, perchè Gesù è vivo, è presente nella storia. (...) Riteniamo invece gravissima la scelta del vescovo di Torino di utilizzare la sua autorità per concedere alle donne che, nei giorni dell'ostensione della sindone, confessano a un prete di aver abortito, l'automatica cancellazione della scomunica che, altrettanto automaticamente, era sta loro comminata.".
Capito bene? Le donne che ,a ragion veduta e con dolore, abortiscono senza commettere un reato in virtù di una legge -la 194- dello Stato Italiano, incorrano, automaticamente, nella scomunica. Ovvero, nella cancellazione dalla comunità con conseguente cancellazione del diritto di accedere ai sacramenti. Ma , per il vescovo di Torino, l'ossequio a un telo ritenuto sacro può fare la magia di togliere l'anatema. Giustamente i cattolici firmatari del documento contestano l'autenticità della Sindone e invitano i cristiani a cercare Cristo non nelle immagini e nelle reliquie " ma nel volto del nostro prossimo, qualunque sia la sua cultura o la sua fede".
Una domanda: la Chiesa ha comminato la scomunica ai cattolici che partecipano, con le loro opere, all'inquinamento e distruzione della natura vivente e inanimata?

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