domenica 13 giugno 2010

C'ERA UNA VOLTA L'ITALIA BELLA

“IL Mare senza un’increspatura, senza una grinza,emetteva un respiro lento ma profondo.(…) Erano arrivati a Porquerolles da quattro giorni e lui era già stufo. Anzi, non ne poteva più. Il sole, ad esempio, lo spossava letteralmente; ogni cosa richiedeva uno sforzo di adattamento. Eppure l’isola era bella, come gli aveva garantito l’amico Gardanne, il pittore della Sévre Naintaise. “. Così scrive all’inizio del romamzo IL CLAN DEI MALE’ Georges Simenon (ed.Biblioteca Adelphi, 2006)perché negli anni quaranta del secolo scorso il mare e l’entroterra ovunque risplendevano di natura. E un bravo scrittore poteva raccogliere i giusti stati d’animo per descrivere le meraviglie del creato. Ora, in gran parte, soprattutto in Italia, ciò non è più possibile. Tempo fa in un ‘indagine risultò che il 60 % delle coste italiane è stato brutalmente cementificato, al posto del 30 degli altri paesi che hanno il mare .
Più o meno all’inizio degli anni ’70 del novecento venne fondata a Preganziol (Treviso) la facoltà di Urbanistica da alcuni docenti di Architettura di Venezia con l’intenzione di sfornare esperti in materia. Lodevole iniziativa in una nazione dove paesi e città odorano di antico di grande valore e dove anche il paesaggio naturale era di gran valore. Era di grande valore…..
Il Veneto, per esempio, ancora negli anni della facoltà di Urbanistica, era segnato da un paesaggio straordinario di mare, colline e montagne. Era…. Ora chi percorre le strade da Verona a Treviso, attraversando Vicenza , scorge capannoni industriali un po’ ovunque ,o case cresciute come funghi con ben scarsi criteri urbanistici artisticamente identificabili.
La Lombardia non è da meno. E il povero lago di Garda, sponda bresciana e sponda veronese , o tratto trentino, in una ventina d’anni (gli ultimi) si è perso i suoi uliveti , le sue limonaie e i suoi vigneti. Si continua a costruire seconde case distruggendo senza pietà il verde residuo.
Non ci sono stati comuni, né di Destra, né di Sinistra, che ovunque, soprattutto nelle zone turistiche, abbiano saputo disciplinare il territorio secondo criteri di estetica e benessere ambientale.
Una facoltà di Urbanistica cosa poteva ottenere in un Paese dove, tra l’altro, la storia dell’Arte , si studia soltanto al Liceo Classico e al Liceo Artistico? Dove continuano a essere sfornati diplomati geometri che imparano come fare stare in piedi una casetta,non importa con quali criteri estetici e ambientali.
Cosa si poteva ottenere in un Paese dove quasi tutti/e i bambini e le bambine crescono a suon di catechismo cattolico? Intendo dire: in un Paese dove imparano cosa è il peccato contro il sesto comandamento e la “sacralità della vita” ,ma mai, mai, la sacralità della natura: il rispetto dell’acqua, dell’aria, del verde e così via.

Nessun commento:

Posta un commento